Il 17 novembre 2009 l’Associazione Salvaimonasteri ha svolto un’iniziativa alla sala del Mappamondo della Camera dei Deputati sul tema Libertà religiosa e diritti civili: i Cristiani in Kosovo, Iraq, Pakistan, in cui è emerso il grande allarme delle comunità dei Monasteri Ortodossi in Kosovo per il ritiro del contingente italiano come illustra l’appello inviatoci dal Vescovo Vicario Teodosije , Abate del Monastero di Decani. Il Vescovo Teodosije ha affermato : “La nostra unica protezione rimangono le forze italiane della KFOR, collocate vicino il monastero di Decani nella base “Camp Sparta”.

Senza la loro presenza sarebbe impossibile salvaguardare e salvare il Monastero e la nostra terra dalle usurpazioni. Sarebbe impossibile avere un minimo di sicurezza per la vita e per gli spostamenti. Infatti, ormai da 10 anni, quando dobbiamo viaggiare per qualsiasi esigenza, abbiamo bisogno di una scorta armata, che viene sempre assicurata dalla KFOR italiana.

Sottolineiamo che tutto questo succede nonostante il nostro monastero abbia spesso aiutato gli albanesi kosovari locali dando loro rifugio anche dentro le mura del monastero in momenti di loro particolare difficoltà e nonostante anche oggi continuiamo ad aiutare i più poveri della comunità locale. Un esempio di questo è il sistema d’irrigazione che abbiamo provveduto a edificare per i contadini kosovari albanesi più poveri del villaggio vicino.

Evidentemente, gli estremisti al governo mantengono nella paura la maggioranza della popolazione. La prospettiva di un cambiamento appare improbabile. “ Purtroppo, un cambiamento non desiderato è avvenuto in questi ultimi giorni. E’ giunta notizia a Salvaimonasteri che la Kfor ha annunciato ufficialmente il ritiro del contingente italiano dal Kosovo a partire dal giorno 25 novembre. Rimarrà un esiguo numero di soldati italiani tutela di monaci e monasteri. Tutti potrebbero trovarsi facilmente in difficoltà. Il comando della base di Camp Sparta passa nelle mani della polizia kosovaro albanese. Salvaimonasteri si unisce e rilancia l’appello del Vescovo Teodosije :” E’ nostra convinzione che finché non si creino le condizioni basilari per il rientro della popolazione serba espulsa , per la restituzione delle proprietà private usurpate e per la piena protezione dei luoghi di culto cristiani, la presenza delle forze internazionali della KFOR rimane di fondamentale importanza. E’ una presenza indispensabile. La riduzione in tempi anticipati della presenza militare rappresenterebbe per gli estremisti un incoraggiamento a continuare ciò che hanno iniziato. L’impegno e le speranze dei militari che hanno servito in Kosovo e hanno lavorato duramente per un futuro migliore della regione risulterebbero cosi tradite.”